
C’ERA UNA VOLTA MIA MADRE
Parigi, anni ’60. Esther è una madre determinata e fuori dagli schemi che cresce il figlio Roland, nato con una grave difficoltà fisica che i medici ritengono limitante per tutta la vita.
Contro ogni previsione e consiglio medico, Esther si convince che il figlio potrà camminare e vivere una vita piena, promettendogli un futuro straordinario e facendo di tutto per realizzarlo.
Tra sacrifici, ostinazione e un amore materno totalizzante, la storia segue la crescita di Roland, che impara a confrontarsi con le aspettative della madre e con la propria identità, in un percorso che attraversa infanzia, giovinezza e vita adulta.
Il racconto, ispirato a una storia vera, diventa un ritratto intenso e a tratti ironico del legame madre-figlio e della forza (ma anche del peso) dell’amore familiare.
Contro ogni previsione e consiglio medico, Esther si convince che il figlio potrà camminare e vivere una vita piena, promettendogli un futuro straordinario e facendo di tutto per realizzarlo.
Tra sacrifici, ostinazione e un amore materno totalizzante, la storia segue la crescita di Roland, che impara a confrontarsi con le aspettative della madre e con la propria identità, in un percorso che attraversa infanzia, giovinezza e vita adulta.
Il racconto, ispirato a una storia vera, diventa un ritratto intenso e a tratti ironico del legame madre-figlio e della forza (ma anche del peso) dell’amore familiare.
